Domani a La Spezia verrà inaugurato un Caffè Letterario!

resilience cafè   Che meraviglia un rifugio simile in città! La figlia di nostri amici, laureanda in lettere, ha creato un Caffè letterario dal fascino rétro, romantico e curato in ogni dettaglio, che si chiama: Resilience Cafè. Verrà inaugurato domani, 28 aprile alle 18:00 in Via Vanicella 8,  La Spezia.  Potete vedere le immagini sulla pagina facebook: https://www.facebook.com/resiliencecafe/

Hanno chiesto il nostro aiuto  per la scelta di millecinquecento testi di narrativa, che potrete sfogliare gustando ottimi tè e strepitosi dolci, preparati da una pasticcera professionale. Temiamo di accasarci in un luogo simile, dove la gestrice, Sara, ci fa trovare le Petit Madeleines mentre cita Proust:

Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati Petit Madeleines, che sembrano modellati sulla valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. È subito meccanicamente, oppresso dalla giornata uggiosa e dalla prospettiva di un domani doloroso, mi portai alle labbra un cucchiaino di tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della madeleine.” ~À la recherche du temps perdu {Proust} 
  Come non regalarsi momenti simili?

Ricoperta di diamanti NERI si sente depressa…

pietre per benedire la casa Hoshen     Spendere migliaia di Euro in gioielli, senza conoscerne le proprietà, può provocare reazioni indesiderate. Quando una deliziosa Signora mi ha detto quanto li aveva pagati e soprattutto come si sentiva, mi è parso doveroso parlarne. Le qualità delle pietre preziose e semipreziose, sono note da secoli. I Sommi Sacerdoti indossavano efod l’EFOD – il pettorale sacro con le dodici pietre, simbolo delle dodici tribù d’Israele, che aiutava loro a comunicare meglio con il Divino. L’anello Episcopale è sempre di ametista (considerata una delle pietre che agiscono maggiormente a livello spirituale). Ancora oggi, milioni di persone affiggono alla porta di casa, le dodici pietre, come segno di benedizione. L’uso sacro delle pietre si perde nella notte dei tempi, sia come amuleti (vedi le corone dei Re), sia come farmaco sotto forma di elisir, usato con successo, ora più che mai, sia nella medicina ayurvedica che nella spagiria . La cristalloterapia non ha quindi nulla di nuovo. La New Age (nel bene e nel male) ha solo contribuito a diffonderne la conoscenza millenaria. In nessun testo o corso di cristalloterapia (e ne ho frequentati parecchi) ho mai sentito nominare i diamanti neri e la spiegazione è abbastanza ovvia per chi conosce un minimo le qualità delle pietre: i sedimenti inclusi NON lasciano passare la Luce. Difficile star bene indossando ciò che blocca la luce. La luce che ci è indispensabile per vivere. Basti pensare alla depressione dei popoli nordici. Gli alberghi hanno le sbarre alle finestre per evitare i suicidi. Nella cristalloterapia, fino a pochi anni fa, l’unica pietra nera utilizzata era l’ossidiana. Famosissimi i giacimenti, che ho visitato, a Lipari; un tempo ricca, grazie a questa pietra tagliente, con cui si fabbricavano pugnali e coltelli. L’ossidiana sgorga da alcuni vulcani, assieme alla pietra pomice (che come sapete è bianca). E’ lo stesso silicio, ma cambia completamente a secondo della temperatura alla quale esce dal vulcano e Madre Natura, “emette” contemporaneamente sia il nero che il bianco, una sorta di Tao. Le spiagge di Lipari sono infatti bianche e nere. Soggiornarvi suscita molte riflessioni (grazie, Nora, anche per questo).  Ultimamente, grazie anche ai libri sul transurfing dell’autore russo Vadim Zeland, abbiamo conosciuto la Shungite. Forse è stata un po’ sopravvalutata, come tutte le “novità” (per noi occidentali), ma la uso quando devo schermarmi prima di addentrarmi in certi ambienti e, assieme alle altre tecniche, devo dire che questa pietra nera, un po’ come l’abito talare dei preti, sembra funzionare. Le pietre nere vanno comunque indossate con moderazione, perché scatenano quel che non abbiamo ancora risolto dentro di noi, talvolta in maniera prepotente. Trent’anni fa provai una perla nera e dovetti togliermela immediatamente. Mi sentii malissimo. Dopo tanto lavoro su di me, riesco a tollerarla, ma preferisco sempre un “umile” cristallo ialino (cristallo di rocca) che contiene tutti i colori dell’universo. Sia l’ossidiana che la shungite, costano una bazzecola in confronto a un’opaca scheggia di diamante nero che neppure riflette la luce… Lascio a voi ogni riflessione in merito.  Nel prossimo articolo cercherò di sfatare il dannoso luogo comune delle pietre zodiacali.

Perché le donne dovrebbero raccontare le storie dell’umanità

Jude Kelley    Ho tradotto questo intervento sagace e assolutamente vero, purtroppo,  della direttrice artistica del Centro Southbank, la massima istituzione culturale Britannica : Jude Kelly . Il testo originale, assieme al video  è a questo link:

Godetevi l’interessantissimo “racconto” di questa splendida donna, le affermazioni scioccanti di uomini che dovrebbero essere colti, la squisita analisi dell’Amleto fatta da Jude e tutte le riflessioni che ne derivano. (Ho riportato ogni cosa, perfino i minuti dell’intervento) Grazie, come sempre, Gabriella Campioni per avermelo segnalato. 

Perché le donne dovrebbero raccontare le storie dell’umanità

 0:11 Perché pensate che le storie raccontate dagli uomini siano ritenute d’importanza universale, mentre si pensa che quelle raccontate dalle donne, riguardino semplicemente le donne?

0:25 Mia Nonna lasciò la scuola quando aveva 12 anni. Ebbe 14 figli. Mia Madre lasciò la scuola all’età di 15 anni. Era una segretaria. Io mi sono laureata per diventare un regista teatrale e questo progresso è dovuto interamente al fatto che persone che non incontrerò mai, lottarono per i diritti delle donne, il diritto al voto, all’educazione e di poter progredire. E io sono determinata a fare altrettanto e ovviamente anche voi. Perché no?  –  0:52 (Applausi)

0:54 Così iniziai con il festival chiamato WOW (Women of the World – Donne del Mondo), sette anni fa e ora è diffuso in 20 nazioni attraverso i 5 continenti. E una di queste nazioni è Somaliland in Africa. Ci sono andata l’anno scorso e parte della gioia provata andandoci, mi è arrivata dalle caverne di Laas Geel. Queste caverne contengono alcuni dei dipinti rupestri più antichi del mondo. Si pensa che abbiano dai 9000 agli 11000 anni. Arte: ciò che l’umanità crea da quando si è evoluta. E’ come parliamo di noi stessi, come comprendiamo la nostra identità, come vediamo ciò che ci circonda, quel che scopriamo nel nostro prossimo grazie al significato delle nostre esistenze. A questo serve l’arte.

1:46 Guardate questa piccola foto. Penso sia una bambina piccola. Ho pensato fosse un po’ come me quando ero piccola. E ho pensato, bene, chi ha dipinto questa immagine così gioiosa e giovane? Chiesi al curatore delle caverne: “Mi parli degli uomini e delle donne che hanno dipinto queste immagini”. Mi guardò di traverso e mi rispose: “ Le donne non dipinsero queste immagini”. Io risposi: “ Beh, fu 11000 anni fa, Lei come fa a saperlo”?  –   2:14 (Risate)

2:16  Ed Egli disse: “Le donne non fanno queste cose. Gli uomini fecero questi segni. Le donne non li fanno”.

2:25 Ora, non ero affatto sorpresa , perché è un atteggiamento che ho visto da una vita, come produttore di teatro. Ci viene detto che la conoscenza Divina scende tra noi attraverso il maschile, che sia l’imam, il prete, il rabbino o l’uomo santo. Allo stesso modo, ci viene detto che il genio creativo risiede nel maschile, è il  maschile che sarà in grado di dirci realmente chi siamo, è il maschile che racconterà la storia universale per nostro conto, mentre le artiste donne parleranno soltanto delle esperienze femminili, di problemi femminili che interessano soltanto alle donne e d’interesse passeggero per gli uomini – e veramente solo ad alcuni uomini. Ed è questa convinzione che ci viene insegnata, che credo dia così tanto colore se siamo preparati a credere che le storie delle donne hanno importanza. E salvo che non siamo preparati a credere  che le storie delle donne abbiano davvero importanza, allora i diritti delle donne non hanno alcuna importanza e allora il cambiamento non può avvenire davvero.

3:37 Voglio parlarvi di 2 esempi di storie reputate d’importanza universale: “E.T.” e “Amleto”.  -3:48 (Risate)

3:51 Portai  i miei due figli, quando erano piccoli – Caroline aveva 8 anni e Roby ne aveva 5 –  a vedere “E.T.” E’ una storia fantastica di questo piccolo alieno che finisce in una famiglia Americana con una Mamma, 2 fratelli e una sorella, ma lui vuole tornare a casa. Non solo, alcuni scienziati cattivi vogliono fare esperimenti su di lui e lo stanno cercando. Allora i bambini fanno una pensata. Decidono che lo porteranno indietro alla sua navetta spaziale appena possibile e allora lo infilano nel cestino della bicicletta e si avviano. Ma sfortunatamente i cattivi li hanno individuati e li inseguono armati a sirene spiegate, creando un clima di terrore e stanno per accerchiare i bambini che non ce la faranno mai. E tutto a un tratto, magicamente, le biciclette volano per aria, sopra le nuvole, sopra la luna e salveranno “E.T.”

4:50 Mi volto per guardare i volti dei miei figli e Robby è rapito, è lì con loro, sta salvando E.T. è un bambino felice. Poi mi volto a guardare Caroline che sta piangendo tutte le sue lacrime. Le chiesi: “Che succede?” E lei rispose: “Perché non posso salvare E.T.? Perché non posso venire?” E allora tutto a un tratto realizzai che non erano bambini e bambine, ma erano maschietti – tutti maschietti. E Caroline che aveva investito così tanto in E.T., che non era invitata a salvarlo si sentì così umiliata e respinta.

5:27 Allora scrissi a Steven Spielberg…

5:29 (risate e applausi)

5:35 e dissi: “Non so se comprende l’importanza psicologica di ciò che è accaduto; lei è pronto a pagare i conti del terapista?”

5:42 Dopo vent’anni non ho ancora avuto una risposta, ma ci spero ancora. – 5:48 Risate

5:50 Ho pensato fosse interessante, perché se leggete i commenti di quel che intendeva trasmettere con E.T., dice esattamente: “Voglio che il mondo capisca che dobbiamo abbracciare il diverso.” Ma comunque non ha incluso l’idea della diversità di una ragazza, nel suo pensiero. Pensava stesse scrivendo una storia dell’intera umanità. Caroline pensava che stesse emarginando metà dell’umanità. Lui pensava di scrivere una storia sulla bontà umana, lei pensava che avesse scritto un’avventura eroica solo per i maschietti.

6:25 Ciò è comune. Gli uomini credono sia stato conferito loro il mantello della comunicazione universale, ma naturalmente come potrebbe non essere così? Scrivono partendo da esperienze maschili attraverso occhi maschili. Anche noi dobbiamo esaminarci da questo punto di vista. Dobbiamo essere pronte a ripercorrere tutti i nostri libri e film, tutte le cose favorite e dire: “In realtà, questo è scritto da un artista maschile – non un artista. Dobbiamo riconoscere che così tante storie sono scritte con una prospettiva maschile, che va bene; ma allora le donne hanno bisogno di avere il 50% di diritti per il palcoscenico, i film, i romanzi e una collocazione creativa.

7:08 Lasciatemi parlare di Amleto. “Essere o non essere, questa è la domanda”. Ma questa non è la mia domanda. La mia domanda è: Perché m’insegnarono da giovincella che questa era una quintessenza d’esempio del dilemma umano e dell’esperienza umana? E’ una storia meravigliosa, ma in realtà parla di un giovane pieno di paure che non sarebbe in grado di manifestarsi come una figura potente in un mondo maschile a meno che non tragga vendetta dall’uccisione di suo padre. Ci parla lungamente dell’opzione del suicidio, ma effettivamente la persona che veramente  si suicida, Ophelia, dopo essere stata umiliata e abusata da lui, non ha mai la possibilità di dire al pubblico i suoi sentimenti. E poi, quando ha finito con  Ophelia, ritorna a prendersela con sua madre, perché sostanzialmente ebbe l’audacia d’innamorarsi di suo zio e di godere del sesso. -8:01 Risate

8:03 E’ una grande storia, ma è la storia del conflitto maschile, del dilemma maschile  e della lotta maschile. Però mi è stato detto che questa è la storia degli esseri umani, aldilà del fatto che vi fossero appena due donne. Salvo che non rieduchi me stessa, penserò sempre che le storie delle donne hanno sempre meno importanza di quelle degli uomini. Una donna avrebbe potuto scrivere l’Amleto, ma l’avrebbe scritto diversamente e non avrebbe avuto un riconoscimento globale. Come dice la scrittrice Margaret Atwood: “ Quando un uomo parla di lavare i piatti è realismo. Quando ne scrive una donna è una sfortunata predisposizione genetica.” – 8:45 Risate

8:46 Questo non è solo un qualcosa che appartiene a quell’epoca. Voglio dire, quando ero una ragazza giovane e volevo disperatamente diventare una regista teatrale, questo è ciò che il docente maschile mi disse: “Bene, ci sono 3 donne registe in Gran Bretagna.” Disse: “Jude” “C’è Joan Knight, che è lesbica, c’è Joan Littlewood che è in pensione e c’è Buzz Goodbody, che si è appena suicidata. Allora quale di queste tre vorresti essere?” – 9: 10 Risate

9:11 Lasciando da parte gli insulti disgustosi sulle donne gay, il fatto è che voleva umiliarmi. Pensava fosse sciocco che io volessi essere una regista. Lo raccontai alla mia amica Marin Alsop, la direttrice d’orchestra e lei disse: “ O sì, beh, il mio insegnante di musica mi disse esattamente le stesse cose. Disse: “Le donne non dirigono”. Ma dopo tutti questi anni abbiamo lasciato il nostro segno; pensi : “Ma ora sarà diverso”. Temo che non sia diverso ora. L’attuale direttore del conservatorio di Parigi ha detto recentemente: “Occorre grande forza fisica per condurre una sinfonia e le donne sono troppo deboli.” – 9:49 Risate

9: 50 L’artista George Baselitz disse: “Il fatto è che le donne non possono dipingere bene – non possono dipingere molto bene.”

9:57 Lo scrittore V.S. Naipaul disse due anni fa: “ Posso leggere due paragrafi e sapere subito se è scritto da una donna, e smetto subito di leggere perché non ne vale la pena per me.”

10: 05 Reazione del pubblico: OOOO

10:08 E continua

10:11 Abbiamo trovato un modo per far sì che le donne e le giovani ragazze smettano di sentire che le loro storie non hanno importanza e che non è permesso loro di essere narratrici di storie. Perché quando tu sei convinta che non puoi rimanere al centro e parlare in nome e per conto del mondo, penserai che puoi offrire le tue opere a un piccolo gruppo selezionato. Tenderai a fare lavori più piccoli per teatri più piccoli, il tuo potere economico diminuirà, il tuo pubblico diminuirà e avrai meno credito come artista. E alla fine, diamo a questi artisti questi incredibili e prominenti spazi nel mondo perché loro sono i nostri narratori.

10:56 Ora, perché dovrebbe importarti se non sei un’artista? Supponiamo tu sia una contabile, un’imprenditrice, medico o scienziata: Dovresti curarti delle donne artiste? Assolutamente devi, perché come puoi notare a partire dalle incisioni rupestri, tutte le civiltà, l’umanità intera hanno sempre fatto affidamento sugli artisti per raccontare la storia umana, e se la storia umana è infine raccontata dagli uomini, credetemi, sarà sugli uomini.

11:28 Iniziamo un cambiamento. Facciamo un cambiamento in tutte le nostre istituzioni e non solo in occidente. Non dimentichiamoci: questo messaggio d’incapacità delle donne di detenere il genio creativo viene raccontata a ragazze e donne in Nigeria, in Cina, in Russia, in Indonesia. In tutto il mondo, alle  ragazze e alle donne  viene detto che non possono comprendere l’idea dell’ispirazione creativa. Voglio chiedervi: Voi ci credete? Voi credete che le donne possano essere dei geni creativi?

12:04 Applausi e saluti

12:09 Allora per favore procedete, supportate le artiste donne, insistete affinché le loro voci siano ascoltate, trovate delle piattaforme sulle quali le loro voci saranno pronunciate. E ricordatevi questo: in un certo senso, se dobbiamo superare questo momento in un mondo dove sappiamo che siamo ineguali, sono gli artisti che devono immaginare un mondo diverso. Faccio appello a tutti gli artisti, donne e uomini, affinché immaginino un mondo dai generi uguali. Dipingiamolo, disegniamolo, scriviamolo, filmiamolo. Se potessimo immaginarlo, allora avremmo l’energia e la resistenza per lavorare alla sua realizzazione.

12:52 Quando guardo questa ragazzina di 11.000 anni fa,  voglio sapere che questa piccola ragazza può ora ergersi in piedi e pensare che ha il pieno diritto di sognare i suoi sogni, che ha il pieno diritto di scegliere del suo destino e che può parlare in nome e per conto del mondo intero, essere riconosciuta e applaudita.

13:13 Grazie

Oltre agli auguri di Pasqua un SEGNALE concreto!

europa unita gabriella    Abbiamo davvero bisogno di Risorgere, dopo questi lunghi anni che ci hanno messo a dura prova. Dalla nostra abbiamo la certezza che l’umanità ha attraversato di peggio e che il mondo si regge sulla ciclicità di ogni cosa, ma nel momento della prova un abbraccio è molto più importante.  Per questa Resurrezione, oltre ai nostri auguri di cuore e a un forte abbraccio a ognuno di voi, abbiamo l’immensa gioia di condividere, uno dei molti avvenimenti, che si stanno verificando. Vi inoltriamo il video dell’intervento di Gabriella Campioni, grande ricercatrice, studiosa e scrittrice olistica, di cui abbiamo l’onore di essere amici da molti anni, al convegno: L’acqua per la salute dei cittadini e delle città’ tenuto il 22 marzo, giornata mondiale dell’acqua a Milano, presso gli Uffici del Parlamento Europeo.    https://youtu.be/Gx5B3Imq6FM  Ovviamente molto interessante, per non parlare della sua considerazione sulla figura di Narciso e l’opera di suo figlio; ma l’aspetto che maggiormente ci infonde fiducia è che la spiritualità abbia trovato il suo giusto e degno spazio al Parlamento Europeo. Sì, altri hanno parlato e altri ancora parleranno, starete pensando, ma qui, si vede che Gabriella è stata ascoltata!

Felice Resurrezione nella consapevolezza che possiamo fare molto più di quel che sogniamo!!!

Nostra intervista su”Il Giornale” sugli Orfanotrofi Spa Italiani

copertina adozioni Come potrete leggere sulla nostra home page, portiamo avanti da anni una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla dolorosa situazione degli orfani, sia Italiani che stranieri. Oltre 200.000.000 di bambini soli che aspettano di essere accolti, amati e sfamati, ma vengono bloccati negli orfanotrofi  per motivi economici. Ringraziamo la giornalista Manila Alfano per l’inchiesta svolta e per l’intervista pubblicata su Il Giornale. Potrete leggere l’articolo al seguente link: http://www.ilgiornale.it/news/politica/orfanotrofi-spa-affari-e-ombre-su-35mila-bimbi-adottare-1381581.html

Se conoscete qualcuno che sta tentando di adottare un bimbo, vi preghiamo di dire loro di rivolgersi a un’associazione idonea (come l’A.i.b.i. Associazione amici dei bambini) che possa prepararli al percorso, affinché non si ritrovino nella situazione nella quale ci siamo imbattuti noi. Se non ci sono riusciti, possono scriverci al nostro sito http://www.volevoadottare.it  o anche qui, ovviamente. Forse la nostra esperienza può aiutarli e troveranno, per quel che ci è possibile, una parola di sostegno.