Indossare pezzi di cielo e traduzione in italiano degli usi del Vetro del Deserto Libico

  Siamo figli del Cielo e della Terra? Indossare, fisicamente, letteralmente, un pezzo di cielo, sotto forma di gioielli, può essere uno dei modi migliori per risintonizzarci con la nostra vera essenza. Parliamo sia di meteoriti sia di tectiti. La differenza tra i due, consta nel fatto che i meteoriti sono costituiti soltanto di materiale “cosmico”, mentre le tectiti si generarono durante l’impatto tra un meteorite e il suolo terrestre. Quale simbolo più potente dell’unione tra Cielo e Terra? Le principali forme di tectiti USATI IN GIOIELLERIA  oggi sono: la MOLDAVITE e il  VETRO DEL DESERTO LIBICO, ma ne esistono molte altre, quasi tutte di colore nero, meno usati per la creazione di gioielli. La moldavite   (presente della Repubblica Ceca) è chiamata anche: “Lo Smeraldo Spirituale” grazie anche al suo colore verde. Amplia la coscienza, spiritualizza la persona e aiutare a eliminare i blocchi energetici. Usato sin dall’età della pietra come amuleto e la leggenda narra che “lo smeraldo piovuto dal Cielo” sia stato usato per adornare il Sacro Graal. Considerato da sempre pietra che aumenta la creatività, la fertilità e la fortuna. E’ davvero potente, le prime volte che lo si indossa può provocare un lieve giramento di testa. Per quanto concerne il Vetro del Deserto Libico, gli scienziati hanno, ancor oggi, opinioni leggermente discordanti. Alcuni sostengono che sia una tectite, altri che si sia formato grazie alla radiazione termica dell’impatto. A fine articolo troverete il link per approfondire su wikipedia.  L’origine rimane ancora in parte misteriosa, ma comunque straordinaria. Nella foto in alto, si vede il pettorale rinvenuto nella tomba di Tutankhamon  e al centro vi è uno scarabeo inciso nel vetro del deserto libico (la zona dei maggiori ritrovamenti è al confine tra Egitto e Libia). Conosciuto da millenni nell’area desertica, scoperta invece solo negli anni 30 dagli scienziati occidentali. E’ un vetro ineguagliabile a livello umano e ha un colore leggermente ambrato. Datato a 26.000.000 di anni fa, stringerlo tra le mani, dona una sensazione incredibile. Prima di comprarne un ciondolo (costa poco a livello economico, rispetto al suo valore quasi impensabile) cercai a lungo il suo uso in cristalloterapia, ma ho trovato spiegazioni solo in inglese. Riassumo brevemente: ottimo per la protezione psichica, da indossare sul plesso solare e disintossica soprattutto i chakra inferiori. Aiuta (ovviamente) a connettersi con piani superiori di coscienza (non è un caso che fosse nella tomba del Faraone) e amplifica la capacità di chiaroveggenza. Stimola nuovi processi mentali, che aiutano a trovare nuove soluzioni per vecchi problemi e facilita il nostro compito di comprendere i motivi profondi della nostra esistenza. Questi gioielli sono in vendita online e costano meno della bigiotteria di marca. Potersi permettere pezzi di Cielo, indossare vibrazioni che ci ricordano da dove veniamo, chi siamo in realtà, secondo me è un giusto e doveroso tributo alla nostra divinità!

https://it.wikipedia.org/wiki/Vetro_del_deserto_libico

Autore: Maria Lanzone

Nata a Paterson, New Jersey, la stessa cittadina in cui nacque la Beat Generation. Studiosa, da sempre, di filosofie orientali, olistiche ed esoteriche. Scrittrice, appassionata anche di lingue. Continuo a studiare...

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