Artaban, il Quarto Re Magio arrivato senza doni e la Befana

quarto re   Un intreccio incredibile di cenni biblici, leggende e tradizioni popolari, avvolgono le figure iniziatiche dei Re Magi e della nostra cara Befana. Solo il vangelo di Matteo nomina l’arriva dei Magi da Oriente, senza indicare quanti fossero. Si deduce che fossero tre, per i doni che portarono: oro, incenso e mirra. Si pensa che non fossero Re, ma astrologi, che giunti a Gerusalemme chiesero: “Dov’è il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo.” Re, astrologi, o sacerdoti che fossero, cercavano il Divino seguendo le indicazioni del Cielo. Riporto uno stralcio di un’omelia di Benedetto XVI : ” …erano probabilmente dei sapienti che scrutavano il cielo, ma non per cercare di “leggere” negli astri il futuro, eventualmente per ricavarne un guadagno; erano piuttosto uomini “in ricerca” di qualcosa di più, in ricerca della vera luce, che sia in grado di indicare la strada da percorrere nella vita. Erano persone certe che nella creazione esiste quella che potremmo definire la “firma” di Dio, una firma che l’uomo può e deve tentare di scoprire e decifrare».  http://www.famigliacristiana.it/articolo/epifania-quegli-astrologi-simbolo-di-chi-cerca-dio.aspx     Altri racconti narrano di un quarto Re Magio, Arbatan, che ai nostri occhi può sembrare il più meritevole di tutti. Pare fosse un Re Persiano, partito con tre perle straordinarie da donare al Figlio di Dio, solo che lungo il cammino, s’imbatte in persone bisognose e per aiutarle, regala ogni volta una delle sue perle, giungendo davanti a Gesù a mani vuote. Si prostra davanti al Bambino e racconta a Maria e a Giuseppe, tutte le sue disavventure. Maria dopo averlo ascoltato, gli pose Gesù tra le braccia. E’ un racconto molto bello da leggere ai bambini e pure ai meno piccoli: http://www.santiangelicustodi.mo.it/il-quarto-re-magio.html   E la Befana? Pare che i Re Magi le chiesero di aiutarli a trovare Gesù, ma lei titubò, forse per l’emozione. Subito dopo si pentì d’aver esitato e preparò dei dolci da portare al Bambino, solo che non trovò più i Re Magi. Decise allora che avrebbe portato dolci a tutti i piccoli finché non avrebbe trovato Gesù bambino. Ancora oggi dispensa dolcezza a tutti i pargoli, perché in ognuno di essi cerca il Divino. Che questa EPIFANIA sia davvero una manifestazione della nostra Luce interiore…Quella Luce che ci indica la strada da percorrere e che ci aiuta a cogliere le “Firme di Dio”.

 

 

 

 

 

 

 

Santa Lucia 13 dicembre: La festa della LUCE che ritorna!

santa lucia e la festa della luce Celebriamo assieme la festa della LUCE, accendendo una candela con l’intento di illuminare il mondo, partendo dal nostro cuore. Il 13 dicembre è la data di “transizione” di Santa Lucia. L’etimologia del suo nome è molto simile a LUX  (da cui “luce”) e da secoli viene invocata a protezione degli occhi.  Rimando alla fine dell’articolo i link dove potrete approfondire la sua drammatica esistenza, perché oggi, credo sia più che mai urgente celebrare la Luce, in ogni sua forma. Nei paesi Nordici, già all’alba, fanciulle vestite di bianco, con corone di candele in testa, si sono recate nei boschi, negli ospedali, nelle chiese e in tutti i luoghi che abbisognano di essere “illuminati”, dispensando brioche allo zafferano e biscotti allo zenzero; seguite da bambini vestiti da folletti che intonano canti natalizi.  La festività di Santa Lucia cade proprio nel giorno più breve, più scuro dell’anno, proprio per segnare il ritorno della luce. In diverse province del  Nord Italia, molti bambini attendono i doni della Santa, che arriva nottetempo in groppa al suo asinello, seguita dal cocchiere Castaldo. Inutile dire quanto sia fondamentale la luce per la nostra esistenza e quanto già gli antichi, la venerassero. Come la vicissitudine di una martire di Siracusa del 304, uccisa perché osò sottrarsi alla prostituzione, abbia influenzato in maniera così importante le culture nordiche, rimane un mistero! CHE SIA LUCE PER TUTTI NOI!!!

Il primo link è per i bimbi dove potranno imparare le filastrocche e i canti dedicati alla Santa: http://www.filastrocche.it/feste/santa-lucia-storia-e-tradizioni-in-italia/    Un accenno a come viene vissuta la festività in Svezia: https://visitsweden.it/la-festa-di-santa-lucia-svezia/  Cenni storici: http://www.calitritradizioni.it/origini_festa_luce.asp

Halloween giorno POTENTE per entrare in contatto con…

halloween e streghe L’antica festa Celtica Samhain” chiamata in seguito Halloween, per significare semplicemente la vigilia di Ogni Santi (All allows’eve), è, secondo la tradizione, uno dei momenti più potenti dell’anno per entrare in contatto con le altre dimensioni e pure con il nostro lato oscuro; visto che il velo che sembra separarci dagli altri regni, durante questa notte “magica” si assottiglia. Ci si veste in maniera spaventosa, per assecondare la tradizione  che il brutto spaventi le “presenze” maligne. Le vecchie credenze indicano che sia la notte ideale per ogni forma di divinazione e per conoscere le cose “nascoste”, pure le nostre…Attenzione però, perché quando si apre un varco, non si sa mai a cosa si va incontro. Divertitevi e se proprio desiderate indagare durante questa notte particolare, chiedete protezione agli angeli. Sapevate che in Sicilia, ancora oggi, i bimbi la mattina dei Santi, trovano i dolci regalati loro dai cari defunti? Se desiderate approfondire: http://ununiverso.altervista.org/blog/il-vero-significato-di-halloween/   e/o https://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/samhain_la_fine_dell_estate    

Soffri della Sindrome del Gemello Scomparso?

gemello scomparso E’ un senso di incompletezza, una solitudine interiore profonda, un senso di colpa al di là di qualsiasi motivo razionale, un profondo senso di abbandono e di lutto inspiegabili, se non insostenibili. Si ha la sensazione di vivere a metà. Grandi difficoltà sia nel creare nuove amicizie, sia nel lasciar andare le persone che devono proseguire cammini diversi dal nostro. Da dove proviene la sindrome? Una persona su dieci ne soffre, perché spesso vengono concepite due o più creature, ma non sempre trovano le condizioni favorevoli per svilupparsi completamente entrambi e allora, uno dei due si “sacrifica” per l’altro… Ecco la prima tragedia della propria vita che, se non viene riconosciuta e affrontata, si ripercuoterà su tutta l’esistenza della persona. Spesso non si è neppure a conoscenza dell’accaduto, perché non sempre la morte dell’altro gemello si manifesta sotto forma di emorragia. Accade nelle prime settimane della gestazione e per le persone nate prima dell’era delle ecografie (anni ottanta), è quasi impossibile averne notizie dalla propria madre. Alfred e Bettina Austermann affrontano il fenomeno nel loro libro intitolato proprio: ” La sindrome del gemello scomparso”. Gli autori spiegano tutti i sintomi che il gemello “superstite” prova e consigliano caldamente di elaborare il lutto, con tutte le sue conseguenza, attraverso le costellazioni familiari. Ovviamente esistono anche altri metodi e ieri, ho affrontato questo dramma con un nostro collaboratore, Mirco Marciasini e vi dico che il dolore provato è stato atroce. Una sofferenza fortissima persino a livello della carne. Ho sentito una sorta di emorragia dentro di me e la disperazione di vedere mio fratello andarsene, senza poter fare niente. Ovviamente occorre farsi aiutare da una persona esperta e preparata, perché il dramma che verrà finalmente fuori, sarà dilaniante. L’esistenza di questa sindrome mi fu anticipata da un’altra nostra collaboratrice, Bernadette Pilard, che interpreta i tarocchi secondo il metodo di Jodorowsky, la quale aveva “visto” un blocco causato da un fratello (di cui non sapevo assolutamente nulla). Che fortuna avere degli amici e collaboratori così preparati, generosi e in gamba! Cari amici lettori, grazie al Cielo, persone splendide stanno donando all’umanità, strumenti capaci di aiutarci a spezzare finalmente molte catene per iniziare a vivere in maniera più degna la nostra immensità…Ecco un vero segno dei cambiamenti tanto profetizzati e attesi, da miliardi di anime.

La Pietra “Magica” della Val d’Aveto (GE)

pietra borghese  Gli abitanti della Val d’Aveto (entroterra ligure, sopra Chiavari) la chiamano la Pietra Borghese. Un tempo si pensava fosse un enorme meteorite ed è, grazie pure ad altre sue caratteristiche particolari, giustamente ammantata di leggende. Fa impazzire le bussole e, se percossa con un martello, risuona come una campana. Oggi sappiamo che è una delle più interessanti formazioni geologiche del nostro Appennino, la roccia più antica d’Italia (3,5 miliardi di anni?), appartenente al mantello della litosfera terrestre, fatto di peridotite Iherzolitica. Questa imponente formazione  proviene dalla crosta terrestre senza aver subito i naturali processi di trasformazione. Si erge maestosa distinguendosi totalmente da qualsiasi altra roccia. Avvicinarsi a questa eccezione di Madre Natura, scatena sensazioni ancestrali. Toccare pietra borghese 1 un elemento intriso di miliardi di anni di storia di questo pianeta incute deferenza e, ad osservarlo da vicino, porta la mente (purtroppo o per fortuna) a paragonarlo a qualcosa di già conosciuto come le immense statue dell’Isola di Pasqua. E’ come se fosse plasmata da conoscenze antichissime che la animano: l’inconscio di ogni visitatore può ritrovare in essa infiniti archetipi personali. La Natura che contravviene a se stessa e noi, miseri mortali, possiamo solo supporre che sia a causa di una eccessiva frizione causata dallo spostamento delle placche terrestri. Sapevamo che era difficile da raggiungere e, alla nostra età, non siamo più grandi camminatori. Siamo riusciti a raggiungerla solo grazie a un amico che ci ha trovato un mezzo adatto. La strada è (per me almeno) spaventosa. Uno sterrato malandato che non finisce mai. Se volete raggiungerla consiglio un 4X4 , altrimenti meglio fare il percorso a piedi, facendo attenzione ai cani un po’ aggressivi. La strada vi porta fino a pochi metri di distanza e si continua su un sentiero pieno di massi: fate attenzione. Il 25 giugno è stato riaperto il rifugio del Monte Aiona, che si trova poco oltre la pietra e molto probabilmente verrà fatta un po’ di manutenzione. Fifona come sono, ci tornerei solo con i mezzi dell’esercito, corpi speciali compresi, continuando a pregare comunque, a ogni curva su un dirupo. Nonostante la paura, posso dire che i paesaggi lungo la strada sono incantevoli e che il gigante di pietra scatena interrogativi e sensazioni profondi. Per altre informazioni potete cliccare sul link: https://misteryhunters.wordpress.com/2016/03/09/lo-strano-caso-della-pietra-borghese/

oppure sul sito del Parco della Val d’Aveto:  http://www.parks.it/parco.aveto/pun.php

Scoperta Melodia del Manto Madonna di Guadalupe…

guadalupe_costellazioni Una musica sublime “scoperta” dalla sovrapposizione delle stelle e dei fiori del Manto della Madonna di Guadalupe sul pentagramma. Questo è soltanto uno dei molti fenomeni straordinari della “Tilma”, il telo vegetale sul quale apparve l’immagine Sacra nel 1531. Dal disegno vedrete la perfetta corrispondenza con le costellazioni come si presentavano in Messico all’epoca, ma ancor più strabiliante è quel che non si vede a occhio nudo. Dopo aver letto tutti gli esami scientifici effettuati sulla Tilma, si può affermare che sia Materia Vivente! https://tanogabo.com/il-mantello-della-vergine-di-guadalupe/   La temperatura costante di 36,6 gradi, la dilatazione delle pupille, il battito cardiaco e altri enigmi che sfidano la scienza ancor oggi. Concedetevi un momento per ascoltare questa musica “realmente celestiale”:                         https://www.youtube.com/watch?v=N3h3REh041I                 Non so voi, ma credo che certi misteri ci conducano alla ricerca di verità sempre più grandi e che aiutino ciascuno in modi e su piani diversi.                                                        Altre fonti:

http://www.lastampa.it/2012/12/08/vaticaninsider/ita/nel-mondo/larmonia-perfetta-della-madonna-di-guadalupe-1GIzjzIr2uYv3yW6EKGZPM/pagina.html