La più bella definizione del “DESTINO” di Helena Blavatsky, l’unica ch’abbia letto il libro maledetto di Dzyan

Dopo aver letto la definizione pressoché perfetta, secondo me, del destino, scritta dalla celeberrima fondatrice della Scuola Teosofica- Helena Blavatsky, ho sentito fosse doveroso accennare la straordinarietà di questa grande Donna. Basti osservare lo sguardo della Blavatsky per cogliere le sue doti medianiche. Fuggì in tempo da un matrimonio organizzato dalla sua famiglia, che sperava in questo modo di liberarsi di una figura tanto imbarazzante per loro. Viaggiò, studiò e incontrò Maestri spirituali, Guru e approdò in Tibet (parliamo di una donna che viaggiava da sola nell’800). Fu (va da sé) aspramente criticata, anche perché partecipava alle sedute spiritiche per avvertire i convenuti che le entità che si presentavano NON erano affatto le persone evocate, bensì dei gusci astrali che traevano energia dai presenti. Indegnamente confermo in pieno. In base ai molteplici libri che pubblicò e in particolare: “Le Stanze di DZYAN”, pare che sia stata l’unica occidentale a poter accedere al leggendario libro di Dzyan, custodito, guarda caso, in un monastero tibetano. Un testo dalla copertina in oro e dalle pagine nere, forse, ripeto forse, dettato dagli Atlantidei. A chi è puro di cuore e d’intenti basta appoggiare la mano sinistra sul testo per assorbire tutta la conoscenza sulla vera storia dell’uomo.  Pare che durante questa “osmosi” si sentano delle voci, si abbiano delle rivelazioni profonde, visioni e diverse altre forme di risveglio. Qualche ricercatore si è spinto fino in Tibet per esaminarlo, senza venire a capo di nulla, richiamando, tra l’altro, su di sé, la maledizione che sembra perseguitare chiunque ne venga in contatto (alcuni sostengono che l’aura nefasta del libro sia in realtà la volontà di certi poteri, che desiderano lasciarci all’oscuro di questa storia parecchio desolante sulla nostra origine). Dagli scritti della Blavatsky viene fuori ciò che fa rivoltare nella tomba Darwin, Stephen Hopkins e infiniti altri studiosi. Riassumendo all’estremo e malamente, saremmo in teoria, il risultato di una serie di esperimenti agiti su esseri mostruosi e malvagi, incrociati con entità di altre dimensioni e pianeti certamente non migliori di noi. Nei decenni ho trovato riscontri di questa narrazione in diverse fonti e in testimonianze dirette o indirette, che sopravvivono, come ad esempio, la Riviera dei Ciclopi, ma peggio ancora, nella malvagità di cui talvolta siamo ancora capaci. Vi lascerò dei link per approfondire. Torniamo a Helena Blavatsky, un’anima straordinaria, che ha compiuto cose impensabili per una donna della sua epoca, pur di arrivare alla conoscenza e alla comprensione della spiritualità di cui è capace un essere umano. Ha magistralmente riassunto uno dei quesiti più struggenti delle nostre vite, il destino, con queste semplici parole:

Il destino altro non è che il programma che l’anima decide di svolgere all’interno di quel corpicino, in comune accordo con forze superiori, perché utile alla sua evoluzione.”

Grazie Helena per l’immensa opera di ricerca che agevola il nostro cammino. Per approfondire la sua storia:
https://it.wikipedia.org/wiki/Helena_Blavatsky

Informazioni sul libro di Dzyan : https://whitewolfrevolution.blogspot.com/2014/06/il-libro-di-dzyan-la-storia-proibita.html

Autore: Maria Lanzone

Nata a Paterson, New Jersey, la stessa cittadina in cui nacque la Beat Generation. Studiosa, da sempre, di filosofie orientali, olistiche ed esoteriche. Scrittrice, appassionata anche di lingue. Continuo a studiare... Vedi tutti gli articoli di Maria Lanzone

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