La puzza della cucina bangladese e REATO!

Oltre alla supplica a tutti i Sindaci di seguire il virtuoso esempio del loro illuminato collega di Palma Campania (Napoli), che ha emanato un’ordinanza contro l’uso di spezie dal forte odore per regolamentare la convivenza nei condomini (sanzioni fino a 500 Euro); ricordiamoci che il fetore insopportabile delle spezie bangladesi, che dobbiamo sopportare a tutte le ore è MOLESTIA OLFATTIVA secondo l’articolo 674 del codice penale!

Sono sicura che molti di noi avranno provato a chiedere gentilmente pietà ai vicini bangladesi, ma spesso fingono di non capire e iniziano con l’odoraccio già di prima mattina, provocando la nausea a chiunque transiti nelle vicinanze. Purtroppo l’odore è persistente e non svanisce, anche per altri motivi.

Abbiamo il diritto di denunciare questo abuso nei nostri confronti e aumentando le segnalazioni, possiamo sperare che l’ordinanza di divieto si estenda a tutta l’Italia.

Vediamo le spezie dall’odore insopportabile: il nome è già esplicativo: ASSAFETIDA (chiamato HING), sa di aglio e cipolla in decomposizione. E’ una resina che va conservata in un contenitore ermetico, perché espande il suo fetore anche senza cucinarlo.

Poi i vari mix di spezie come il PUNCH PHORON, il GARAH MASALA e il cumino. Per noi è assolutamente impensabile che riescano a mangiare cose dall’odore simile.

Non si tratta di razzismo, perché non si può vivere continuamente con la nausea. Chiunque le usi manca di rispetto verso il prossimo. Vorremmo davvero far capire che per noi è una tortura olfattiva, emotiva e psicologica. Speriamo che il chiarimento aiuti un’integrazione più armoniosa.

    I 7 specchi Esseni nei nostri rapporti quotidiani

    Antica conoscenza del popolo Esseno diffusa in questi anni da Greg Braden.

    Da un punto di vista esoterico, spirituale, quasi niente è casuale e in qualche modo o riflette qualcosa di noi o ciò che abbiamo da imparare.

    Troverete molti libri in merito per approfondire, ma iniziamo con un breve riassunto:

    1. Le persone con cui entriamo in contatto ci rimandano ciò che in quel momento siamo, o la nostra essenza di base. Se una persona è sempre arrabbiata, a livello più o meno conscia, scatenerà, spesso pur non volendo, rabbia negli altri. Faccio una piccola precisazione. Prendiamo spunto da tutto questo, ma non fissiamoci su ogni minima interazione, perché potrebbe diventare debilitante. Se il panettiere ogni tanto ha la luna storta, non dobbiamo metterci profondamente in discussione sul perché non ci abbia sorriso quella mattina. Le indicazioni di questi specchi si riferiscono prevalentemente a rapporti continuativi e a incontri importanti. Certo se tutti gli sconosciuti sono sempre sgarbati allora c’è da rivedere qualcosa in noi.
    2. Il secondo specchio si riferisce a ciò che giudichiamo. Avere un’impressione, una visione sulle cose e le persone è una cosa, ma giudicare, senza magari neppure conoscere le motivazioni profonde, ci torna indietro. Questo si aggancia anche alla questione di quanto le nostre credenze ci limitino.
    3. Il terzo può spiegare i colpi fulmine o strane attrazioni inspiegabili. Qualcosa in noi sente nell’altro ciò che cerchiamo disperatamente, probabilmente perché lo abbiamo ceduto inconsciamente ad altri che avevano una grande influenza su di noi. Tentiamo di recuperare il maltolto, ma se vi capita, chiedetevi cosa può incarnare questa persona? Cosa ha che assomiglia così tanto a ciò che ho perduto?
    4. Il quarto specchio è un po’ diverso. Ci vuole far capire a cosa abbiamo rinunciato d’importante di noi stessi, pur di ottenere quello che abbiamo ritenuto importante. Trascurare la moglie, i figli, gli amici, perdendoli tutti dopo un po’ di tempo, pur di far carriera. Ci fa vedere le nostre dipendenze e a ciò a cui abbiamo rinunciato per esse. Ne vale davvero la pena? Quanto mi è costato umanamente?
    5. Potente, molto potente: come il rapporto che abbiamo avuto, soprattutto da piccoli, con i nostri genitori, abbia influenzato addirittura il nostro rapporto con il Divino, in tutte le sue sfaccettature. Se ci hanno giudicati, crederemo di non meritare la Grazia, se non ci hanno amati come avremmo voluto, sentiremo di non essere amati da Dio. Parecchio su cui riflettere e trasformare.
    6. Chiamato anche: “L’oscura notte dell’anima”. E’ il momento della prova estrema, che ci costringe quasi a tirare fuori tutto ciò che abbiamo imparato, sperimentato, tutto ciò che realmente siamo per far fronte alla prova maestra della vita. In quella disperazione cadono i veli e vedi chi sei veramente, nella tua essenza. Momento temibile, ma profondamente trasformante perché diventi veramente più cosciente della tua essenza.
    7. Qui, la prova si fa ancor più ardua. Arrivare ad accettare con quanta più pace possibile, che tutto è perfetto così com’è, aldilà di qualsiasi cosa sia accaduta nelle nostre vite. Lasciar cadere qualsiasi metro di paragone, di aspettativa e abbracciare, spesso senza nemmeno capire a fondo, la perfezione dell’Intelligenza Divina che si cela dietro lo svolgimento delle nostre vite. Oso dire che è un principio d’illuminazione, ma soprattutto di grande pace interiore. Con questo augurio sincero di pace profonda , vi abbraccio

    Deepak Chopra e Epstein… Perché?

    Ho seguito Chopra per anni sui suoi canali in inglese, perché offre meditazioni e interviste, non disponibili in italiano, che ho considerato sublimi per il loro contenuto. Nulla a che fare con le note meditazioni di 21 giorni che fanno ripetere un mantra, almeno per me, poco comprensibile. Parlo di meditazioni ispirate, quasi toccanti.

    Appena è venuto fuori il suo rapporto con Epstein, ma soprattutto la terribile frase da lui scritto: Dio è una costruzione, le ragazze carine sono reali e altri scritti sconvolgenti; ho voluto cercare la sua risposta in merito.

    Tra i diversi video visionati su youtube, quello che mi ha maggiormente delusa è stato il tentativo di un giornalista d’intervistarlo in merito a quel che è venuto fuori, all’uscita di un aeroporto, dove Chopra si trovava assieme alla sua famiglia. Vederlo scappare come un colpevole qualsiasi, sapendo solo rispondere che lui non ha fatto niente d’illecito, mi ha lasciata atterrita. La moglie di Chopra si rivolgeva al giornalista con tono ironico invitandolo a parlare piuttosto del derby, sfoderando sorrisi nervosi mal celati.

    Le mail incriminanti risalgono a circa 7 o 8 anni fa, quando Chopra era già strafamoso e parecchio ricco, oltre ad avere già 70 anni ed essere nonno. Sappiamo bene che nessuno va preso come maestro assoluto, ma tutto il suo apparente impegno per cercare di aiutare il risveglio della coscienza dell’umanità; mi porta a chiedermi: che bisogno aveva Chopra di quel personaggio? Impossibile che non fosse in grado di capire chi fosse e tanto meno credo volesse aiutarlo. Che Chopra fosse attratto dai vip era già cosa nota 30 anni fa. Era il guru delle star. Anche questo ha senz’altro contribuito all’accrescimento della sua notorietà.

    Quando parlava della sua vita, raccontava che era un noto cardiochirurgo e che dopo aver incontrato non ricordo quale guru, decise di cambiare vita, sebbene avesse un mutuo da pagare e la moglie incinta. Parlava di un fato favorevole che lo ha sempre accompagnato…

    Buttiamo via il bambino assieme all’acqua sporca? Certo ogni suo insegnamento ora andrà sotto al microscopio. Si sa che più si progredisce lungo il cammino interiore, più le prove diventano difficili e subdole. In scala assolutamente minore, ho visto diversi miei insegnanti e guaritori crollare in maniera del tutto inaspettata. Gli esami non finiscono mai e il vero guru è ed è sempre stato dentro di noi.