I 7 specchi Esseni nei nostri rapporti quotidiani

Antica conoscenza del popolo Esseno diffusa in questi anni da Greg Braden.

Da un punto di vista esoterico, spirituale, quasi niente è casuale e in qualche modo o riflette qualcosa di noi o ciò che abbiamo da imparare.

Troverete molti libri in merito per approfondire, ma iniziamo con un breve riassunto:

  1. Le persone con cui entriamo in contatto ci rimandano ciò che in quel momento siamo, o la nostra essenza di base. Se una persona è sempre arrabbiata, a livello più o meno conscia, scatenerà, spesso pur non volendo, rabbia negli altri. Faccio una piccola precisazione. Prendiamo spunto da tutto questo, ma non fissiamoci su ogni minima interazione, perché potrebbe diventare debilitante. Se il panettiere ogni tanto ha la luna storta, non dobbiamo metterci profondamente in discussione sul perché non ci abbia sorriso quella mattina. Le indicazioni di questi specchi si riferiscono prevalentemente a rapporti continuativi e a incontri importanti. Certo se tutti gli sconosciuti sono sempre sgarbati allora c’è da rivedere qualcosa in noi.
  2. Il secondo specchio si riferisce a ciò che giudichiamo. Avere un’impressione, una visione sulle cose e le persone è una cosa, ma giudicare, senza magari neppure conoscere le motivazioni profonde, ci torna indietro. Questo si aggancia anche alla questione di quanto le nostre credenze ci limitino.
  3. Il terzo può spiegare i colpi fulmine o strane attrazioni inspiegabili. Qualcosa in noi sente nell’altro ciò che cerchiamo disperatamente, probabilmente perché lo abbiamo ceduto inconsciamente ad altri che avevano una grande influenza su di noi. Tentiamo di recuperare il maltolto, ma se vi capita, chiedetevi cosa può incarnare questa persona? Cosa ha che assomiglia così tanto a ciò che ho perduto?
  4. Il quarto specchio è un po’ diverso. Ci vuole far capire a cosa abbiamo rinunciato d’importante di noi stessi, pur di ottenere quello che abbiamo ritenuto importante. Trascurare la moglie, i figli, gli amici, perdendoli tutti dopo un po’ di tempo, pur di far carriera. Ci fa vedere le nostre dipendenze e a ciò a cui abbiamo rinunciato per esse. Ne vale davvero la pena? Quanto mi è costato umanamente?
  5. Potente, molto potente: come il rapporto che abbiamo avuto, soprattutto da piccoli, con i nostri genitori, abbia influenzato addirittura il nostro rapporto con il Divino, in tutte le sue sfaccettature. Se ci hanno giudicati, crederemo di non meritare la Grazia, se non ci hanno amati come avremmo voluto, sentiremo di non essere amati da Dio. Parecchio su cui riflettere e trasformare.
  6. Chiamato anche: “L’oscura notte dell’anima”. E’ il momento della prova estrema, che ci costringe quasi a tirare fuori tutto ciò che abbiamo imparato, sperimentato, tutto ciò che realmente siamo per far fronte alla prova maestra della vita. In quella disperazione cadono i veli e vedi chi sei veramente, nella tua essenza. Momento temibile, ma profondamente trasformante perché diventi veramente più cosciente della tua essenza.
  7. Qui, la prova si fa ancor più ardua. Arrivare ad accettare con quanta più pace possibile, che tutto è perfetto così com’è, aldilà di qualsiasi cosa sia accaduta nelle nostre vite. Lasciar cadere qualsiasi metro di paragone, di aspettativa e abbracciare, spesso senza nemmeno capire a fondo, la perfezione dell’Intelligenza Divina che si cela dietro lo svolgimento delle nostre vite. Oso dire che è un principio d’illuminazione, ma soprattutto di grande pace interiore. Con questo augurio sincero di pace profonda , vi abbraccio